implantologia

L’implantologia è un mezzo e non un obiettivo
(implantologia ragionata)

Parola chiave: è meglio un dente curato che mille impianti

L’implantologia è una risorsa per chi purtroppo non ha nessun’altra possibilità di curare il suo dente. A questo punto prima di tutto si deve educare il paziente alla corretta igiene orale in quanto colui che non ha saputo fare una buona prevenzione per salvare i suoi elementi dentali se non viene ricondotto sulla giusta via perderà più facilmente i suoi impianti in quanto non sono e non saranno mai più robusti dei denti naturali. Oltre all’igiene orale bisogna agire su altri fattori che hanno concorso nel causare la perdita dei denti naturali e primi tra questi il fumo e lalcool. Fatta questa considerazione molto importante ed essenziale, prendiamo in considerazione gli impianti della vecchia generazione e quelli che vengono definiti osteointegrati.
Gli impianti di vecchia generazione sono viti, aghi, lame, che vengono fissati nella mandibola o nel mascellare superiore e ci sono anche degli impianti sottoperiostei in quanto non entrano perpendicolarmente sulla cresta ossea ma sui appoggiano su di essa collocati sotto la mucosa gengivale. Quasi tutti questi impianti venivano sfruttati subito per fissare il dente o più denti mancanti, la cosiddetta implantologia immediata e il paziente usciva dallo studio dentistico già con la sua protesi fissa.
Si è discusso molto sul materiale con cui vengono fabbricati gli impianti, ma ormai tutti sanno che il materiale più biocompatibile è il titanio. Sono stati sperimentati ed esistono tuttora degli impianti in ceramica o in vetroresina, altri impianti in titanio sono stati rivestiti di idrossiapatite, ma oggi ormai quasi la totalità degli impianti in circolazione sono fatti soltanto in titanio.
Impianti osteointegrati1: è stato Brånemark a coniare questo termine per definire l’impianto riuscito ad integrarsi nella struttura naturale ospite, proponendo l’impianto cosiddetto sepolto o bifasico (già molte decine di anni prima usato sotto varie forme da altri implantologi come Ugo Pasqualini e da altri implantologi italiani e di altre nazioni). In questo caso la vite inserita nell’osso sotto la mucosa gengivale viene lasciata in situ inattiva a riposo per diversi mesi e questa parte in pratica sostituisce quello che era la radice di un dente. La vite era cava ed aveva una vitina tappo. Brånemark si è prodigato a creare tutto un protocollo per la tecnica d’inserimento dell’impianto: irrigazioni, raffreddamento, numero di giri del micromotore ecc.
Passato il periodo di riposo si apre la mucosa, viene svitata la vitina tappo e viene applicato quella che viene chiamata vite di guarigione in quanto questa vite attraversa la mucosa e s’intravede dentro la bocca. Lasciata per un determinato periodo da una a due settimane viene svitata e al suo posto viene avvitato un moncone sempre in titanio che costituisce la struttura (come un dente naturale limato) sul quale viene apposta una corona o anche un ponte. In genere tra l’inserimento dell’impianto e la sua protesizzazione può passare da tre fino a sei/sette mesi secondo la qualità dell’osso.
Oggi esistono degli impianti sempre bifasici ma che risparmiano il secondo intervento sulla gengiva in quanto l’impianto viene già posto allo stesso livello della superficie gengivale e addirittura quando la situazione lo permette, secondo certi autori si potrebbe passare subito alla sua protesizzazione senza aspettare mesi (carico immediato) anche se a mio parere quando urgenze non si presentano (estetica, ecc.) è meglio sempre lasciar riposare l’impianto per un certo periodo da stabilire secondo la qualità dell’osso di quella zona che si distingue in D1, D2, D3, D4 laddove il primo è quello più calcificato e compatto ed è il migliore e l’ultimo il peggiore.
Oggi col progresso dell’implantologia certi tipi di impianti sono adatti per fare quello che viene definito l’impianto immediato o post-estrattivo e cioè nello stesso momento in cui viene estratto un dente viene fissato l’impianto nel suo alveolo dopo una certa preparazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.